Tra gli amici che sono venuti a trovarmi la scorsa settimana, oltre a Ciccio e Nicky che sono anche miei ex-colleghi, c'era il padre di quest'ultima, Flavio, cuoco di esperienza internazionale. Qui ha dimostrato tutta la passione che mette nel suo lavoro, cucinando ogni sera cene pantagrueliche e diventando, in pochi giorni, il personaggio più conosciuto e amato a Tarrafal; in particolare da venditrici del mercato e pescatori. La popolazione locale di aragoste e di polpi, invece, ha salutato con un sospiro di sollievo la sua partenza; partenza che mi ha lasciato un frigo pieno di ottimi avanzi e un girovita appesantito di 3 kg.
Ieri ha piovuto nuovamente, dopo circa 3 settimane di sole; la stagione delle piogge è agli sgoccioli (letteralmente), ma qualche giornata così può ancora capitare. Trovo sempre bello e stupefacente lo spirito col quale i capoverdiani vivono la pioggia, in particolare dopo la paura, scampata, di un nuovo anno di siccità. Camminano sotto l'acqua scrosciante senza fare una piega; i maschietti, in particolare, restano a torso nudo e se la scialano, complici anche i 28 gradi dei giorni cosiddetti "brutti". Inoltre, considerando che molti sono privi di acqua corrente in casa, capita spesso di vedere bambini e adulti che si lavano in mezzo alla strada, sotto l'acqua battente piuttosto che sotto qualche grondaia. Io, arrivando da Biella, non avrei mai pensato che al mondo ci fosse qualcuno che potesse amare la pioggia; personalmente, in un classico pomeriggio di maltempo, nomino più Santi che Giovanni Paolo II in tutto il suo pontificato.
Tarrafal, specie nelle zone periferiche come quella in cui vivo, è completamente ricoperta di erba che, ormai, è diventata anche bella alta.
Per chi possiede mucche è abitudine legarle da qualche parte la notte, in modo che possano mangiare senza allontanarsi; solo che non legano le povere bestie nel cortile di casa propria, bensì in determinati posti che rispondano a questi requisiti: tanta erba e illuminazione pubblica (in modo che non gliele rubino).
E poiché nella mia zona la luce è presente solo fuori da casa mia, il risultato è che questi simpaticoni leghino le vacche sotto il mio balcone, andando a coniugare così il mio fragile amore per gli animali (incrinato dall'incredibile accanimento di mosche e zanzare contro la mia persona) con il mio assoluto odio per lo svegliarmi presto.
Infatti gli incolpevoli bovini, all'alba, iniziano a muggire senza soluzione di continuità, cancellando in me, in pochi minuti, tutto il sentimento maturato nei confronti della loro razza in lunghi anni di simpatia per Clarabella, per le mucche di Fruttolo e di Milka, e ovviamente per Alvaro di Fantazoo.
Inoltre non riesco mai a cogliere in flagrante i proprietari quando me le portano sotto casa, per invitarli, con la mia ben nota cortesia, a desistere dall'intento.
Ieri notte, esasperato e memore di un consiglio del sempre utile Andreas, ho deciso di andarle a slegare per portarle altrove.
Volevo essere un mix tra un ninja e James Bond. Sono risultato un incrocio tra Mr Bean e Fantozzi.
Un idiota: solo, in pantaloncini e maglietta tra l'erba alta e fradicia, assaltato da insetti di ogni tipo, affondando in buche piene d'acqua che non vedevo; la segretezza dell'operazione è stata subito compromessa da un branco di cani, ai quali normalmente allungo gli avanzi, che da perfetti Giuda si sono messi ad abbaiare non so se allegri o furiosi. Finalmente, sempre accompagnato dalla fanfara canina, sono giunto vicino alla vacca. Voi avete mai spostato una mucca? Io no: è enorme. Inoltre, vuoi perché avvicinata da un estraneo, vuoi per la cagnara che aveva attorno, non sembrava affatto di buon umore. Una breve riflessione mi ha portato a decidere che poverina, in fondo non mi da tutto questo fastidio, e che anche lei è figlia di Dio. E sono tornato a letto fradicio, pieno di mozzichi di insetti e accompagnato dai latrati di scherno dei cani. Cani che da oggi inizieranno lo sciopero della fame.
Lunedì arriveranno altri miei amici, quelli con i quali sono cresciuto. Sono molto emozionato, è un'occasione speciale. Ma avrò modo di parlarne in futuro.
Può capitare di partire dal Piemonte nebbioso e di ritrovarsi in Africa. Che però tanto Africa non è.
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sabato 17 ottobre 2015
La vita, l'amore, le vacche.
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Tarrafal, Capo Verde
lunedì 7 settembre 2015
Capo finalmente Verde
Capo Verde deve il suo nome all'omonimo punta, in Senegal. Furono chiamate "Isole di Capo Verde" come riferimento geografico e il nome, rimasto all'arcipelago, infatti inganna un po'.
Perché, mi sono sempre chiesto, vengono chiamate "verdi" delle isole pochissimo piovose, alcune delle quali con dune talmente grandi da sembrare desertiche?
Svelato l'arcano, bisogna dire che più o meno a metà della stagione delle piogge, qui il colore verde ha finalmente assunto un ruolo da protagonista.
Sono impressionato dal fatto che tutto germogli, tutto fiorisca, tutti gli alberi gettino foglie nuove ad un ritmo incredibile, che il mais cresca di diversi centimetri al giorno.
La scorsa settimana abbiamo anche dovuto affrontare l'emergenza per l'uragano "Fred"; alcune isole sono state colpite in maniera importante, ma qui dove mi trovo io si è trattato praticamente di un semplice acquazzone, per quanto forte. La differenza con quelli che colpiscono Biella è che qui non ci sono impianti di scarico per le acque piovane, sicché si formano per il paese dei ruscelli impetuosi che portano il fango al mare.
Quello che ho imparato, però, è che gli uragani che da settembre a novembre si abbattono sui Caraibi e sulle coste americane, si originano al largo di Capo Verde. Al di là di interpretazioni karimiche, l'ho trovato affascinante.
Ovviamente, tra una pioggia e l'altra, le temperature sono inumane.
MI ha colpito molto che, mentre sotto la pioggia i capoverdiani camminano a capo scoperto e senza alcun fastidio apparente, con il sole invece usino diffusamente l'ombrello. Un mondo al contrario, ma, paese che vai...
Ho da poco comprato una macchina e sono già riuscito a prendere una multa. Questo dimostra che, come le più evolute democrazie, quella capoverdiana sia già ben strutturata per quanto riguarda il "fare cassa". Ma se prendere la multa è stato facile, pagarla è tutt'altro paio di maniche. Se penso che già solo per ottenere il "visto" sul passaporto, che all'arrivo si fa in due minuti, sono occorsi 28 giorni e 12 documenti, mi sento già le prime linee di febbre.
Quanto, quanto, quanto amano la burocrazia nei paesi lusofoni...
Purtroppo la pioggia da queste parti porta anche malattie. Ne ha fatto le spese la mia cagnolina Pandora che non è sopravvissuta. In seguito a non so quale affezione, è deperita e in soli 4 giorni, irriconoscibile, è morta. Devo constatare che la veterinaria di qui si è rivelata assolutamente non all'altezza, prendendo la cosa sotto gamba.
Va anche valutato che questa veterinaria si occupa di animali di allevamento e che quindi vede un randagino malato come una parte assolutamente marginale del suo lavoro. Ho anche pensato che avrei potuto portare Pandora a Praia, dove esiste una struttura più adatta; però anche lì non sono stati in grado di curare i due bellissimi rottweiler del mio vicino, che avevo fotografato qualche tempo fa, e che sono morti nello stesso modo.
Spero solo che la breve vita della mia bella e vivace cagnolina sia stata un po' felice di quanto lo sarebbe stata senza incontrarmi.
La nota incredibilmente toccante è stata la cura che Zacapa, la gattina che avevo adottato da pochi giorni, ha avuto per Pandora malata. Sono scene che ho visto solo in tv, ma che ho trovato molto commoventi.
Zacapa sta bene. Ho sempre ammirato l'indifferente eleganza dei gatti. La mia, invece, è molto coccolosa, mi cerca sempre e scoreggia come un bufalo. Quindi, di indifferente e di elegante ha ben poco.
Mosche e zanzare si stanno riproducendo senza controllo. Grazie al cielo, una sapiente unione delle abilità di Volta e di quelle dei Cinesi ha partorito uno strumento che mi sta dando parecchia soddisfazione. Volta meriterebbe di esser raffigurato, dopo che sulle lire, anche sugli euro.
I cinesi probabilmente lo saranno presto.
Perché, mi sono sempre chiesto, vengono chiamate "verdi" delle isole pochissimo piovose, alcune delle quali con dune talmente grandi da sembrare desertiche?
Svelato l'arcano, bisogna dire che più o meno a metà della stagione delle piogge, qui il colore verde ha finalmente assunto un ruolo da protagonista.
Sono impressionato dal fatto che tutto germogli, tutto fiorisca, tutti gli alberi gettino foglie nuove ad un ritmo incredibile, che il mais cresca di diversi centimetri al giorno.
La scorsa settimana abbiamo anche dovuto affrontare l'emergenza per l'uragano "Fred"; alcune isole sono state colpite in maniera importante, ma qui dove mi trovo io si è trattato praticamente di un semplice acquazzone, per quanto forte. La differenza con quelli che colpiscono Biella è che qui non ci sono impianti di scarico per le acque piovane, sicché si formano per il paese dei ruscelli impetuosi che portano il fango al mare.
Quello che ho imparato, però, è che gli uragani che da settembre a novembre si abbattono sui Caraibi e sulle coste americane, si originano al largo di Capo Verde. Al di là di interpretazioni karimiche, l'ho trovato affascinante.
Ovviamente, tra una pioggia e l'altra, le temperature sono inumane.
MI ha colpito molto che, mentre sotto la pioggia i capoverdiani camminano a capo scoperto e senza alcun fastidio apparente, con il sole invece usino diffusamente l'ombrello. Un mondo al contrario, ma, paese che vai...
Ho da poco comprato una macchina e sono già riuscito a prendere una multa. Questo dimostra che, come le più evolute democrazie, quella capoverdiana sia già ben strutturata per quanto riguarda il "fare cassa". Ma se prendere la multa è stato facile, pagarla è tutt'altro paio di maniche. Se penso che già solo per ottenere il "visto" sul passaporto, che all'arrivo si fa in due minuti, sono occorsi 28 giorni e 12 documenti, mi sento già le prime linee di febbre.
Quanto, quanto, quanto amano la burocrazia nei paesi lusofoni...
Purtroppo la pioggia da queste parti porta anche malattie. Ne ha fatto le spese la mia cagnolina Pandora che non è sopravvissuta. In seguito a non so quale affezione, è deperita e in soli 4 giorni, irriconoscibile, è morta. Devo constatare che la veterinaria di qui si è rivelata assolutamente non all'altezza, prendendo la cosa sotto gamba.
Va anche valutato che questa veterinaria si occupa di animali di allevamento e che quindi vede un randagino malato come una parte assolutamente marginale del suo lavoro. Ho anche pensato che avrei potuto portare Pandora a Praia, dove esiste una struttura più adatta; però anche lì non sono stati in grado di curare i due bellissimi rottweiler del mio vicino, che avevo fotografato qualche tempo fa, e che sono morti nello stesso modo.
Spero solo che la breve vita della mia bella e vivace cagnolina sia stata un po' felice di quanto lo sarebbe stata senza incontrarmi.
La nota incredibilmente toccante è stata la cura che Zacapa, la gattina che avevo adottato da pochi giorni, ha avuto per Pandora malata. Sono scene che ho visto solo in tv, ma che ho trovato molto commoventi.
Zacapa sta bene. Ho sempre ammirato l'indifferente eleganza dei gatti. La mia, invece, è molto coccolosa, mi cerca sempre e scoreggia come un bufalo. Quindi, di indifferente e di elegante ha ben poco.
Mosche e zanzare si stanno riproducendo senza controllo. Grazie al cielo, una sapiente unione delle abilità di Volta e di quelle dei Cinesi ha partorito uno strumento che mi sta dando parecchia soddisfazione. Volta meriterebbe di esser raffigurato, dopo che sulle lire, anche sugli euro.
I cinesi probabilmente lo saranno presto.
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giovedì 27 agosto 2015
Alla fiera dell'est.
Le piogge di quest'anno sembrano aver appagato la brama di acqua dei capoverdiani, perlomeno di quelli con cui mi confronto. Si spera ancora in un paio di giorni di temporali, ma la tanto temuta siccità, che avrebbe prolungato quella dello scorso anno, con il conseguente disastro dell'agricoltura, paiono scongiurati!
Di sicuro anche per uno come me, che arriva dal piovoso Piemonte, lo spettacolo della pioggia qui è impressionante: scrosci impetuosi e continui che riversano al suolo tanta di quell'acqua che la terra, benché assetata, non riesce a contenere. Mancando una struttura fognaria, si formano ovunque torrenti che vanno verso il mare che, a sua volta, diventa torbido e schiumante e va a a ricoprire tutta la spiaggia. Per le strade, poi, si guida navigando a vista!
La pioggia però non mitiga per nulla la temperatura. Sto sudando così tanto che le zanzare non riescono a mordermi perché quando si posano, scivolano. Zanzare che, come tutti gli animali, si sono moltiplicate.
Una mattina ho avuto la bruttissima sorpresa, scendendo in cucina, di trovare una banana rosicchiata; se la prova non fosse stata sufficiente, mi sono accorto inoltre che c'era talmente tanta cacca di roditore in giro che sembrava fosse esplosa una fabbrica di uva passa.
Disgustato, ho dichiarato guerra.
Fase uno: sono andato dai cinesi a comprare un veleno per topi, il più potente che avessero. Non vorrei sembrare più ignorante di quanto sia, ma se penso alla Cina mi immagino distese sterminate di risaie e generazioni di cinesi in perenne lotta contro i topi... Quindi ho pensato "chi meglio di loro?". Fiasco totale.
Fase due: ho preso un gatto. Dopo il cane e il topo, direi che ho chiuso il cerchio e che Branduardi sarebbe soddisfatto di me! Il gatto, però, è ancora piccolo e nella lotta avrebbe avuto la peggio.
Fase tre: ho chiamato un baldo giovanotto di pochi fronzoli e di rara efficienza che ha stanato e messo KO un topazzo di almeno una chilata. Per inciso, il giovane in questione aveva gli occhi più "di ghiaccio" che io abbia mai visto e in Italia sarebbe conteso come marito già prima di effettuare il controllo passaporto.
Il gatto, che al momento non so se maschio o femmina, l'ho chiamato Zacapa, perché mi piace come nome e perché dopo qualche rum anche io ho difficoltà nel fare distinzione. Per ora subisce passivamente le angherie di Pandora, ma ha già mostrato un paio di volte le unghiette.
Al momento, in casa, ho quindi un cane, un gatto, una coppia di passeri psicotici, scarafaggi random e il fantasma di un topo. In tutto questo, io sono il cameriere che nutre tutto lo zoo!
Di sicuro anche per uno come me, che arriva dal piovoso Piemonte, lo spettacolo della pioggia qui è impressionante: scrosci impetuosi e continui che riversano al suolo tanta di quell'acqua che la terra, benché assetata, non riesce a contenere. Mancando una struttura fognaria, si formano ovunque torrenti che vanno verso il mare che, a sua volta, diventa torbido e schiumante e va a a ricoprire tutta la spiaggia. Per le strade, poi, si guida navigando a vista!
La pioggia però non mitiga per nulla la temperatura. Sto sudando così tanto che le zanzare non riescono a mordermi perché quando si posano, scivolano. Zanzare che, come tutti gli animali, si sono moltiplicate.
Una mattina ho avuto la bruttissima sorpresa, scendendo in cucina, di trovare una banana rosicchiata; se la prova non fosse stata sufficiente, mi sono accorto inoltre che c'era talmente tanta cacca di roditore in giro che sembrava fosse esplosa una fabbrica di uva passa.
Disgustato, ho dichiarato guerra.
Fase uno: sono andato dai cinesi a comprare un veleno per topi, il più potente che avessero. Non vorrei sembrare più ignorante di quanto sia, ma se penso alla Cina mi immagino distese sterminate di risaie e generazioni di cinesi in perenne lotta contro i topi... Quindi ho pensato "chi meglio di loro?". Fiasco totale.
Fase due: ho preso un gatto. Dopo il cane e il topo, direi che ho chiuso il cerchio e che Branduardi sarebbe soddisfatto di me! Il gatto, però, è ancora piccolo e nella lotta avrebbe avuto la peggio.
Fase tre: ho chiamato un baldo giovanotto di pochi fronzoli e di rara efficienza che ha stanato e messo KO un topazzo di almeno una chilata. Per inciso, il giovane in questione aveva gli occhi più "di ghiaccio" che io abbia mai visto e in Italia sarebbe conteso come marito già prima di effettuare il controllo passaporto.
Il gatto, che al momento non so se maschio o femmina, l'ho chiamato Zacapa, perché mi piace come nome e perché dopo qualche rum anche io ho difficoltà nel fare distinzione. Per ora subisce passivamente le angherie di Pandora, ma ha già mostrato un paio di volte le unghiette.
Al momento, in casa, ho quindi un cane, un gatto, una coppia di passeri psicotici, scarafaggi random e il fantasma di un topo. In tutto questo, io sono il cameriere che nutre tutto lo zoo!
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domenica 23 agosto 2015
La stagione delle piogge.
Questo ultimo anno, a Capo Verde, la vita è stata molto difficile. In una economia che si basa ancora molto sull'agricoltura, l'assoluta mancanza delle piogge stagionali del 2014 ha messo molte famiglie in una situazione disperata.
L'agricoltura qui è molto semplice: all'approssimarsi del periodo delle piogge tutta la famiglia va sui propri campi e interra le piantine di mais, di fagioli o di altro. Dopodiché ci penseranno la pioggia, il clima e la straordinaria fertilità del suolo vulcanico.
Quest'anno, la tanto bramata pioggia sta finalmente dando soddisfazione. Ma per uno come me che viene da Biella, questa brama non è assolutamente condivisa.
Tanto per dirne una, a forza di scopare via acqua, ho dei calli sulle mani che non vedevo dai tempi del liceo!
Proprio a sottolineare i cattivi rapporti che intercorrono tra me e la pioggia, ieri mattina mi sono svegliato con una sorpresa. Per via di un sassolino che ha otturato lo scarico del balcone, l'acqua si è riversata nella mia camera e l'ha resa una risaia, quasi a volermi ricordare da dove vengo. Solo che io non ci avevo piantato il riso, per terra, bensì il mio Iphone sotto carica.
Sono quindi due giorni che mi trovo tagliato fuori dal mondo e dalle interessantissime conversazioni dei gruppi di Whatsapp dei quali faccio parte.
Ho portato il telefonino ad un tale Xirillo che ha un centro riparazioni nel mercato di Tarrafal. Descrivo meglio il "centro riparazioni": un gabbiotto di legno e metallo, con un tavolaccio sul quale, alla rinfusa, fanno bella mostra di sé le carcasse di centinaia di cellulari. Ogni vite che Xirillo toglieva, mi moriva una parte della parete cardiaca.
Al momento resto in attesa. Quanto meno, in attesa di capire se si è rivenduto il mio cellulare!
Sicuramente a causa della improvvisa abbondanza d'acqua, gli insetti si stanno dando alla pazza gioia. E esiste miglior festeggiamento di un banchetto luculliano? Nel dubbio, le zanzare hanno deciso di banchettare con me. Se con un pennarello si uniscono i puntini rossi sul mio corpo, esce fuori la formula chimica del Baygon.
Ieri notte, inoltre, c'è stata un'incredibile invasione di insetti volanti molto simili alle formiche. Centinaia in sala, in cucina, nel terrazzo. Io, per dar ragione a Darwin, ho lasciato in vita solo le più scaltre, quelle, cioè, che hanno scelto altre case come alloggio temporaneo.
Come scrivevo, qui la pioggia è una benedizione, fonte di cibo, di sostentamento, di allegria. E con molta allegria oggi, infatti, due bambini giocavano a schizzarsi nell'acqua fangosa che avrebbe fatto desistere i più scafati tra i Vietcong.
E quando ci sono luridume e fango, potrà mai il mio cane esimersi dal buttarsi a capofitto? L'ho tirato fuori che sembrava un pezzo dell'esercito di terracotta di Qui a Xi'an in attesa di andare in forno. E mi sa che sarà quella la fine che gli riserverò.
Ora basta scrivere che mi piove sul PC. Non avendo le foto del telefono, ne metterò una fi repertorio! Alla prossima!
L'agricoltura qui è molto semplice: all'approssimarsi del periodo delle piogge tutta la famiglia va sui propri campi e interra le piantine di mais, di fagioli o di altro. Dopodiché ci penseranno la pioggia, il clima e la straordinaria fertilità del suolo vulcanico.
Quest'anno, la tanto bramata pioggia sta finalmente dando soddisfazione. Ma per uno come me che viene da Biella, questa brama non è assolutamente condivisa.
Tanto per dirne una, a forza di scopare via acqua, ho dei calli sulle mani che non vedevo dai tempi del liceo!
Proprio a sottolineare i cattivi rapporti che intercorrono tra me e la pioggia, ieri mattina mi sono svegliato con una sorpresa. Per via di un sassolino che ha otturato lo scarico del balcone, l'acqua si è riversata nella mia camera e l'ha resa una risaia, quasi a volermi ricordare da dove vengo. Solo che io non ci avevo piantato il riso, per terra, bensì il mio Iphone sotto carica.
Sono quindi due giorni che mi trovo tagliato fuori dal mondo e dalle interessantissime conversazioni dei gruppi di Whatsapp dei quali faccio parte.
Ho portato il telefonino ad un tale Xirillo che ha un centro riparazioni nel mercato di Tarrafal. Descrivo meglio il "centro riparazioni": un gabbiotto di legno e metallo, con un tavolaccio sul quale, alla rinfusa, fanno bella mostra di sé le carcasse di centinaia di cellulari. Ogni vite che Xirillo toglieva, mi moriva una parte della parete cardiaca.
Al momento resto in attesa. Quanto meno, in attesa di capire se si è rivenduto il mio cellulare!
Sicuramente a causa della improvvisa abbondanza d'acqua, gli insetti si stanno dando alla pazza gioia. E esiste miglior festeggiamento di un banchetto luculliano? Nel dubbio, le zanzare hanno deciso di banchettare con me. Se con un pennarello si uniscono i puntini rossi sul mio corpo, esce fuori la formula chimica del Baygon.
Ieri notte, inoltre, c'è stata un'incredibile invasione di insetti volanti molto simili alle formiche. Centinaia in sala, in cucina, nel terrazzo. Io, per dar ragione a Darwin, ho lasciato in vita solo le più scaltre, quelle, cioè, che hanno scelto altre case come alloggio temporaneo.
Come scrivevo, qui la pioggia è una benedizione, fonte di cibo, di sostentamento, di allegria. E con molta allegria oggi, infatti, due bambini giocavano a schizzarsi nell'acqua fangosa che avrebbe fatto desistere i più scafati tra i Vietcong.
E quando ci sono luridume e fango, potrà mai il mio cane esimersi dal buttarsi a capofitto? L'ho tirato fuori che sembrava un pezzo dell'esercito di terracotta di Qui a Xi'an in attesa di andare in forno. E mi sa che sarà quella la fine che gli riserverò.
Ora basta scrivere che mi piove sul PC. Non avendo le foto del telefono, ne metterò una fi repertorio! Alla prossima!
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